A Milano gli alleati occulti di Salvini scendono in piazza

Nella giornata in cui il vice Premier Matteo Salvini incontrava a Milano Victor Orban, nella stessa città a piazza San Babila si svolgeva una manifestazione che si è rivelata uno dei migliori regali che l’opposizione poteva fare al governo gialloverde.

Se tra gli organizzatori della manifestazione ci fosse stato qualche esperto di comunicazione non avremmo visto il tripudio di bandiere rosse che invece era presente in piazza. Uno staff degno di un fronte popolare che si vuole opporre all’attuale deriva rappresentata da Salvini e Grillo avrebbe certamente imposto ai partecipanti di presentarsi senza simboli politici ed avrebbe ammesso in piazza solo la bandiera italiana e quella europea.

Abbiamo invece assistito all’operazione contraria, dove anche le micro associazioni esponevano i loro vessilli e dove l’estrema sinistra ha monopolizzato i colori della piazza.

Come spesso accade in Italia le varie organizzazioni politiche tendono sempre a piantare la loro bandierina in termini elettoralistici per dimostrare la loro forza, il tutto a discapito di un vero progetto di opposizione.

La piazza era piena di contraddizioni, il messaggio che si elevava era quello di un’Europa aperta a tutti con un’immigrazione libera, cosa che chiunque sa non essere possibile perché l’immigrazione è un tema che deve essere affrontato, con umanità ma è indubbio che deve essere affrontato. Di fronte a certe immagini l’elettore che nutre ancora dei dubbi verso Salvini e Grillo è spinto in questa maniera tra le loro braccia. Abbiamo passato settimane a dire e scrivere che il problema immigrazione era una false flag per coprire le reali contraddizioni del governo, ma infine viene organizzata una contro manifestazione contro la false flag….

Molte delle sigle presenti in piazza non si possono certo identificare come “europeiste”, anzi sono sempre state fortemente critiche verso l’Europa con argomenti che al 90% si possono sovrapporre alle critiche mosse dall’attuale governo.

Secondo elemento non trascurabile è il fatto che la stragrande maggioranza delle bandiere presenti in piazza rappresentano partiti e movimenti che appoggiano Vladimir Putin (ricordiamo l’euro parlamentare Eleonora Forenza di Rifondazione Comunista che porta aiuti alle milizie terroristiche del Donbas organizzate dalla Russia), una contraddizioni che sui temi fondamentali della politica estera non possono passare inosservati e che rendono la piazza perfettamente sovrapponibile alle tesi dell’incontro Salvini – Orban.

La manifestazione (ed un serio movimento antagonista all’attuale governo) avrebbe dovuto porre sul piatto una proposta alternativa credibile mentre ciò che emerso è che l’unico terreno di scontro è l’immigrazione con una sinistra ancora ancorata a delle posizioni che l’hanno fatta tracollare nelle ultime elezioni, una sinistra ancora ideologizzata che non riesce a smarcarsi dai suoi clichè e a fare proposte che incontrino il favore della gente comune.

La vera contraddizione che doveva emergere è che l’incontro Salvini – Orban serve unicamente al progetto di demolizione dell’Europa perchè è chiaro che con Orban non si parla di ricollocamenti. Una piazza piena di bandiere europee e italiane avrebbe dato fiato ad un fronte anti governativo ed invece si è scelto di agevolare Salvini.

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