Avremo mai un Maidan italiano ?

“Lasciamoli governare così la gente che li ha votati si renderà conto che sono degli incapaci e non li voterà più”. Questo il ritornello più spesso ripetuto tra le fila dell’opposizione all’attuale Governo. Tale visione superficiale è profondamente sbagliata e rischia solo di peggiorare le cose. Si basa sull’assunto che gli elettori dell’attuale Governo abbiano fatto una scelta razionale e giudichino le azioni del Governo in maniera lucida e critica.

La scelta degli elettori il 4 marzo si è basata principalmente su due fattori, il primo il rifiuto di una classe politica che ha governato negli anni precedenti e che è stata demolita a livello mediatico. Il secondo che le scelte sono state indirizzate da una sapiente opera di comunicazione sviluppatasi nel corso degli ultimi dieci anni.

Senza la rimozione di questi due elementi ben difficilmente vi sarà uno spostamento significativo di elettorato ed è pura illusione sperare che questo governo auto imploda per dissidi interni. Questo governo nasce con la benedizione della Russia di Putin e ogni giorno che passa sembra che l’esecutivo debba rispondere più allo zar di Mosca che non al Premier Conte.

La vecchia (e spesso odiata) classe politica è rimasta la stessa, quella che oggi dovrebbe guidare la riscossa, gli stessi volti, le stesse persone, le stesse vecchie metodologie politiche, incapaci di comprendere il presente e di rinnovarsi. Questa classe politica non ha compreso quanto accaduto e continua a commettere gli stessi errori di comunicazione che hanno permesso al governo gialloverde di vincere. Non passa giorno che non si facciano invischiare in inutili polemiche con Salvini o Di Maio, cosa che gli fornisce una mega esposizione mediatica riempiendo tutti gli spazi, anche quelli dove i due vice Premier sarebbero deboli. Sempre rincorrere senza mai dare l’impressione di essere una possibile alternativa, privi di messaggi semplici comprensibili a tutti, privi di una organizzazione comune, di una strategia comunicativa. Ognuno per se a coltivare il proprio orticello senza accorgersi che qualcuno gli sta per chiudere l’acqua e presto quell’orto non potrà produrre più nulla

Il secondo punto è ancora più complicato del primo. Infatti per risolvere il precedente basterebbe una “rebrand” dei movimenti di opposizione e la presentazione di visi nuovi magari presi anche dalla società civile, il tutto supportato da un buon team per la comunicazione che non comprenda solo gli amici degli amici dei soliti noti, ma gente competente in quel campo. Dietro il Movimento 5 Stelle c’è la Casalaggio mentre dietro la Lega vi è un super staff guidato da Luca Morisi, non da qualche trombato alle elezioni.

L’aspetto comunicativo ogni giorno che passa diventa una fortezza degli avversari sempre più inespugnabile. Il lavoro degli spin doctor dell’attuale governo è un lavoro minuzioso iniziato anni addietro, che solo adesso gli permette di raccoglierne i frutti. Impensabile che in pochi mesi l’opposizione possa cambiare il senso degli eventi anche quando corra ai ripari ed allestisca una squadra competente, ci vorranno comunque anni. Praticamente impossibile se continueranno invece nella sciagurata tattica attuale.

La grande opera dei manipolatori nell’ultimo decennio è stata spostare le masse dalle piazze a internet continuando però ad usare le stesse tecniche manipolative, le stesse linee guida che da sempre i regimi utilizzano per soggiogare e controllare le masse. La disinformazione non è solo “fakenews”, ma un articolato sistema che prevede diversi livelli di intervento, ognuno con una “timeline” e un proprio obiettivo. La disinformazione è sempre e solo un mezzo per arrivare ad un fine. Succede così che negli anni hanno creato masse di individui che si sono spogliate dei loro strumenti culturali e dei loro credo. Hanno sostituito la loro razionalità con semplici parole d’ordine che rispondono il più possibile ai loro bias di conferma.

Le masse sono mutevoli è vero, ma è anche vero che tali mutazioni avvengono solo o in presenza di eventi traumatici o con un processo di sostituzione di ideologie che necessita svariati anni ed una regia con idee ben chiare. Più passa il tempo è più le nuove parole d’ordine si sedimentano in queste masse organizzate e suddivise in tante camere dell’eco tramite i diversi social network. La sedimentazione rende ogni giorno più difficile una futura rimozione.

Chi confida nella ragione dovrà fare i conti con l’anima di queste nuove masse che non ha nulla a che vedere con il livello più o meno alto di cultura delle persone che le compongono. Queste masse sviluppano una nuova anima, indipendente dalla formazione culturale dei singoli individui, individui che presi singolarmente non avrebbero mai ne il coraggio ne la forza di esprimere concetti di cui si vergognerebbero. Tali concetti ed auspici di azioni prendono forza proprio per il fatto di essere condivisi con altri e per rappresentare una regressione di tipo violento e primordiale. Questa è la vera anima della massa.

Se nulla cambierà è possibile che in un prossimo futuro assisteremo in Italia a quanto visto in Ucraina nell’inverno 2013. Masse di oppositori che in maniera spontanea, senza alcun simbolo politico, scenderanno in piazza per protestare contro un governo legittimo che intanto si trasforma in regime. Oggi un Maidan italiano è sicuramente meno fantapolitica di sei mesi fa e questo dovrebbero far riflettere tutti quanti,  perchè al di là del romaticismo della rivoluzione ci sono solo morte e lacrime.

Mauro Voerzio

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