Chi sono gli europarlamentari che hanno votato contro la liberazione di Sentsov

Il 14 giugno,nel giorno di inizio della Coppa del mondo di calcio FIFA in Russia, il Parlamento Europeo ha chiesto alla Russia di garantire il rispetto dei diritti umani, la libertà di espressione e di riunione.

I deputati hanno votato un documento che richiede alle autorità russe di liberare immediatamente e incondizionatamente il regista ucraino Oleg Sentsov e oltre 70 cittadini ucraini detenuti illegalmente in Russia e nella penisola della Crimea.

Gli eurodeputati hanno ricordato alla Russia che, in quanto potenza occupante, ha l’obbligo di proteggere i cittadini della Crimea da misure giudiziarie o amministrative arbitrarie e di garantire il rispetto dei loro diritti.

La risoluzione non vincolante è stata approvata con 485 voti favorevoli, 76 contrari e 66 astensioni.

Il regista ucraino Oleg Sentsov è al trentacinquesimo giorno di uno sciopero della fame che, secondo quanto riferito dal suo legale Dimitri Dinze, ha intenzione di continuare fino alla morte se le sue richieste non  dovessero essere accolteOleg Sentsov, che era stato coinvolto nelle proteste a sostegno di Euro Maidan a Kiev e si era opposto all’annessione della Crimea da parte della Russia, è stato arrestato dal Federal Security Service della Federazione Russa (FSB) nella sua casa di Simferopol il 10 maggio 2014 e portato a Mosca dove è stato detenuto in attesa di giudizio per oltre un anno. Nonostante il testimone chiave avesse ritrattato la sua testimonianza in quanto estorta con la forza, il processo, basato sull’accusa a Oleg Sentsov di avere commesso “crimini di natura terroristica”, è andato avanti. Nonostante siano state raccolte migliaia di firme in tutta Europa, a sostegno di una lettera indirizzata dall’EFA al Presidente e alle autorità russe in cui si chiedeva la libertà immediata per Oleg Sentsov, quest’ultimo è stato condannato a 20 anni di prigione. 

Il manifesto per la richiesta di liberazione di Sentsov è stato firmato da moltissimi personaggi pubblici in tutto il mondo, ultimo sabato Stephen King.

Nonostante queste evidenze alcuni europarlmentari italiani si sono distinti votando contro senza addurre però alcuna giustificazione per il loro voto contrario. Si tratta in parte per una sudditanza psicologica verso il “modello russo di Putin” in concomitanza con il vento autoritario che spira forte in Italia. La voglia dell’uomo “forte” nella società civile italiana  è tanta e come spesso accade in questi periodi storici c’è chi la cavalca per ovvi interessi di potere personali.

Si sarebbe portati a pensare che i deputati che hanno votato contro il documento europeo siano solo quelli dell’attuale maggioranza ed invece troviamo anche esponenti di spicco della cosiddetta “sinistra”. (qui la lista completa)

Ma chi sono questi italiani ucrainofobi ?

Come si evince dalla lista spiccano diversi nomi della cosiddetta “sinistra comunista” italiana che vanno a braccetto con gli elementi più di destra della Lega, tra cui spicca il nome di Borghezio.

Se si esclude la Forenza, in quanto si conoscono le sue posizioni a favore delle truppe di occupazione del Donbas e le sue diverse missioni per portare aiuti in quella zona a favore delle truppe irregolari che occupano la regione, risaltano a sinistra i nomi di Curzio Maltese e di Barbara Spinelli.

Il primo per essere uno scrittore e giornalista di lunga data mentre la seconda per essere la figlia di Altiero Spinelli, un uomo che sicuramente si sarebbe battuto sino alla morte per la liberazione di Sentsov.

Altiero Spinelli provò sulla sua pelle durante il periodo fascista cosa significa essere ingiustamente incarcerati per le proprie idee.Spinelli scontò circa dieci anni di carcere in tre città diverse:. Nel 1937 fu trasferito a Roma ma, mentre attendeva con ansia il momento del rilascio, ricevette la brusca notizia del trasferimento al confino di Ventotene.

Nonostante questa discendenza Barbara Spinelli ha votato per gli stessi carcerieri che perseguirono suo padre e questo forse può dare il senso di obnubilamento che viviamo ai nostri giorni dove interessi e ideologie fideistiche sono addirittura più forti dei legami di sangue.

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