Fake : Abolendo la Fornero si creano nuovi posti di lavoro

All’indomani della proposta della nuova legge finanziaria ci sono molte cose che non tornano tra quelle sostenute dall’attuale governo. Sono state introdotte numerose misure di assistenza e quasi nulla (se non quelle previste nei piani pluriennali dei precedenti governi) che possa sostenere lo sviluppo del paese e aiutare a trovare lavoro a chi lo cerca.

Uno dei refrain della propaganda grillo leghista è che favorendo le persone ad andare in pensione un po’ prima (cosa che se vi sono le condizioni di sostenibilità è forse l’unica proposta degna di attenzione) crea lavoro perché si liberano posti lasciati vacanti dai neo pensionati. Purtroppo non è così in quanto spesso i pensionamenti sono invece usati dalle aziende private e dallo Stato per snellire le loro strutture.

Prendiamo il caso del Comune di Torino, governato da giugno 2016 dal Movimento 5 Stelle. In questi anni il Corpo di Polizia Municipale è passato da 1970 addetti agli attuali 1700 e nel prossimo biennio si ridurrà ancora sino a quota 1500. Se fosse vero l’assunto che ogni pensionamento viene sostituito da un giovane disoccupato, la giunta della Sindaca Appendino avrebbe dovuto in questi due anni assumere 270 nuovi agenti e indire un concorso per il prossimo anno di ulteriori 200 neoassunti.

Tutto questo non è avvenuto, e la Sindaca ha annunciato solo un concorso per 50 agenti che saranno assunti nel 2019. In una pianta organica che prevederebbe 2000 agenti, il saldo finale sarà che a fronte di quasi 500 agenti andati in pensione solo 50 sono stati assunti, quindi meno 450. Le motivazioni sono ovvie, il Comune non ha i soldi per pagare gli stipendi e così usa i pensionamenti per snellire la struttura.

La situazione di Torino non è unica (tutte le amministrazioni italiane sono nelle stesse condizioni), ma i nostri politici sono impegnati in una continua campagna elettorale infarcita di promesse irrealizzabili che hanno come unico obiettivo quello di riempire gli italiani di suggestioni e speranze. 600 mila rimpatri (ad oggi zero), eliminazione delle accise sulla benzina, flat tax per tutti, lotta all’evasione (in compenso vengono premiati gli evasori), pensioni minime a 780 euro, eliminazione della povertà con il reddito di cittadinanza a sei milioni di italiani.

Proprio questo ultimo punto è l’esempio lampante di come i nostri politici trattino i cittadini come una massa di totali ignoranti non in grado perlomeno di usare una comune calcolatrice per fare due semplici conti.

Non bisogna infatti essere un economista ne essersi laureati alla Bocconi per comprendere che ci stanno prendendo per il c..o. Numeri alla mano è facile dimostrarlo.

Venerdì sera Bonafede a piazza pulita parlava di reddito di cittadinanza per nove milioni di persone (ci abbiamo fatto l’abitudine al fatto che il Ministro spari numeri a caso con quell’aria trasognante di chi da bambino forse dormiva in cascina non su balle non di fieno ma sopra una catasta di qualche erba dalle proprietà psicotrope) per poi essere corretto da Giggino che riduceva la cifra a sei milioni. Bene se voi prendete la vostra vecchia calcolatrice e dividete 10 miliardi (la cifra stanziata in manovra per il reddito di cittadinanza) per i sei milioni di cittadini (a detta di Giggino in povertà assoluta) e per le dodici mensilità otterrete la mirabolante cifra di 138 euro al mese.

Se si vuole dare 780 euro al mese, si possono coprire poco più di un milione di persone e quindi 5 milioni resteranno esclusi dal provvedimento .

Altro tema da analizzare e non secondario, è che ci sono milioni di persone che tra contratti part time, ma anche tempo pieno, guadagnano poco di più del reddito di cittadinanza. Giggino dovrebbe quindi spiegare loro perché dovrebbero alzarsi al mattino ed andare a lavorare quando potrebbero stare a casa e ricevere la stessa cifra.

Altra proposta che non trova alcun ancoraggio alla realtà sono le tre proposte di lavoro che dovrebbero essere destinate a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Ora se il Governo ha in dote 6 milioni di posti di lavoro significa che non c’è bisogno di alcune reddito di cittadinanza e che ci si trova di fronte ad un maxi esercito di fannulloni. Se invece, come è più probabile, non c’è ne è neanche una minima parte di queste proposte di lavoro, significa che il cosiddetto reddito di cittadinanza diventa un sussidio di disoccupazione destinato ad essere una mangiatoia perfetta per coloro che hanno un lavoro in nero o per coloro che si accontentano di poco senza avere alcuna responsabilità sociale.

Alla fine di questo ragionamento che è incontrovertibile in quanto si basa su numeri e matematica (speriamo che dopo aver teorizzato la terra piatta non propongano una matematica diversa) il grulloide tipo risponderà “e allora il Piddì?

Di fronte a cotanta profonda analisi geopolitica gli risponderò in un solo modo… Caro grulloide, io non ho figli e se mi mandi in pensione prima con i soldi di tuo figlio io non posso che essertene grato, anzi tanto che ci siamo sempre con i soldi di tuo figlio mi farebbe piacere anche pagare meno la benzina e cancellare una serie di cartelle esattoriali che mi hanno creato un po’ di insonnia ultimamente. Di a tuo figlio che gliene sarò grato e che sono contento di potergli garantire una decrescita felice, sono sicuro che lui quando avrà l’età per capire sarà estremamente felice che un giorno in Italia siano arrivati un manipolo di disoccupati con delle turbe psichiche e gli abbiano fottuto tutto il suo futuro, e che nel farlo una sera di fine estate in piazza a Montecitorio hanno brindato con champagne.

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