Honestà, Diamanti e tecniche disinformative. Il DISMISS

Il “DISMISS” (letteralmente “respingere”) è uno dei quattro tool utilizzati da chi effettua operazioni di disinformazione. Viene utilizzato singolarmente o insieme ad uno degli altri tre tool (Distract, Dismay, Distort). Tutte insieme formano quella che nell’ambito comunicativo è definita la tecnica delle 4 D.

In questi giorni assistiamo, sui social ma anche nei talk show televisivi, ad un uso massiccio del “dismiss”. Molti conoscono la vicenda dei 49 milioni di euro malversati dalla Lega Nord di Matteo Salvini, vicenda che ieri ha visto la sentenza della Cassazione ribadire che il partito politico deve restituire i soldi allo Stato precedentemente utilizzati per l’acquisto di diamanti ed altre operazioni che nulla avevano a che vedere con la normale attività politica per cui quei soldi erano stati destinati dallo Stato italiano (ovvero soldi dei cittadini) alla Lega.

Non volendoci occupare della vicenda giudiziaria, ci concentriamo su come gli esponenti dell’attuale governo pentastellato tentano di difendersi.

E’ facilmente riscontrabile osservando i social che la tecnica delle 4 D attualmente più utilizzata è il “dismiss” ovvero accusare altri di quanto commesso. Se si fa notare che la Lega dovrebbe restituire i soldi, gli attivisti grillini e leghisti rispondono che il “PD ha fatto peggio”, “la Boschi e le banche” e così via discorrendo. Solo in rari casi si abbozza una difesa con la tecnica del “distract” ovvero accusando la magistratura di un progetto complottista demoplutocraticomassonico volto a contrastare l’attuale governo perché “è contro i poteri forti”.

Generalmente il “dismiss” è una tecnica difensiva nel mondo della disinformazione ed è spesso seguita dal “distract” (distrarre) per sviare l’attenzione dall’argomento su cui si è deboli.

Alla Casaleggio conoscono molto bene queste tecniche ed infatti hanno iniziato un lavoro tambureggiante sui social per contenere il malcontento di una base elettorale che li ha votati credendo nell’onestà professata a parole ma tradita più volte nei fatti, dai finti rimborsi alle dimissioni mai avvenute dei deputati “epurati” (ma che sostengono l’attuale maggioranza) ed ora a dover reggere il moccolo ad un partito che è accusato dalla Cassazione di aver malversato 49 milioni di euro che rappresentano più di quanto si otterrebbe dal tanto sbandierato taglio ai vitalizi.

Riconoscere quando queste tecniche sono utilizzate, aiuta qualsiasi elettore ad essere un elettore cosciente.

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