Il grande bluff del Movimento 5 Stelle

Siamo nella settimana successiva alle elezioni che hanno visto il Movimento 5 Stelle sfondare il muro del 30%. Un italiano su tre ha votato il partito di Beppe Grillo e nonostante questo nella prima settimana post elezioni i grandi assenti della scena politica sono stati proprio i grillini, praticamente scomparsi dopo un’orgia di presenzialismo pre elettorale.

Le trasmissioni televisive sono oggi invase da analisti e politologi i quali disegnano i possibili futuri scenari. In questo gioco di fantapolitica tutti discutono del Partito Democratico e quasi tutti sono convinti che il prossimo Governo sarà a guida grillina.

Queste analisi pur rispettabili però non tengono conto di alcuni fattori che con la politica hanno poco a che fare.

Il primo fattore è che sia Grillo che Casaleggio hanno sempre sostenuto in passato che il Movimento governerà quando avrà la maggioranza assoluta, ed adesso non la hanno.

Il secondo fattore è che il Movimento di Beppe Grillo non è un partito politico ma un prodotto di marketing, un’esperimento costruito in laboratorio che segue la sua genesi così come è stato programmato.

E’ stato così ben programmato che anche questa fase era prevista, è la fase antecedente alla presa del potere, uno degli ultimi pezzi prima di completare il puzzle.

Se combiniamo i due fattori comprendiamo che il Movimento 5 Stelle non ha nessuna intenzione di formare un Governo, perché in tale assetto diventerebbe una formazione politica snaturando la propria “mission” rischiando di perdere consensi. La genesi del Movimento prevede che si trasformerà in soggetto politico solo quando non dovrà più mediare con nessuno, solo quando sarà salito al potere in maniera apparentemente democratica.

In queste settimane il Movimento 5 Stelle giocherà al gatto con il topo, prendendo tempo e lasciando che gli altri soggetti politici si dividano ulteriormente frantumandosi in mille rivoli ognuno dei quali con la propria ricetta per “salvare l’Italia”. Poi avvenuta questa guerra civile interna dei partiti tradizionali Di Maio farà la sua proposta, proposta fedele al proprio programma che ovviamente nessun partito potrà accettare perché l’accettazione significherebbe portare l’Italia al disastro.

Ottenuto quindi il niet dei possibili appoggi esterni grideranno al “colpo di Stato”, alla “democrazia malata” che non permette ad un partito votato da un italiano su tre di governare. Sarà un’orgia di propaganda che accuserà i poteri forti con Soros in testa di non permettergli di salvare un Italia che nel frattempo comincerà a perdere colpi sui mercati finanziari.

Questo sarà il clima con cui si andrà alle prossime elezioni ed è facile prevedere che a questo punto raggiungeranno il tanto agognato 41% quota che gli permetterà di essere il partito unico al governo, senza più alcun filtro o contrappeso. Sarà il traguardo da sempre tracciato dalla Casaleggio di cui Grillo si è fatto portavoce in questi anni.

E’ sconsolante vedere come nonostante queste cose si dicano e scrivano da diverso tempo il mondo politico non le abbia ancora prese in considerazione e continui a snobbarle. Fa quanto meno sorridere vedere analisti e politologi avvicendarsi nelle trasmissioni televisive mentre ci spiegano perché il Movimento 5 Stelle ha vinto e quali sono stati i flussi elettorali.

Dovrebbero essere invece esperti di marketing a spiegarci cosa sta avvenendo, solo in questa maniera si potrebbe inquadrare effettivamente il problema e provare a trovare una soluzione. La soluzione non è politica, la soluzione probabilmente in questa fase sta nell’offrire un prodotto “più vendibile” rispetto a quello del Movimento 5 Stelle.

Il paradigma di queste elezioni è quanto successo a Pesaro, dove un “ripudiato” dei 5 stelle, in vacanza durante la campagna elettorale per sottrarsi alla vergogna di rimborsopoli, ha vinto a man bassa nel collegio dove era candidato Minniti. Questo ci dice che l’elettore grillino non guarda alla qualità del candidato ma è portato a mettere la croce su un brand. In fondo chi compra una borsa di Luis Vitton non è un esperto di pellami e difficilmente saprebbe apprezzarne la differenza di qualità. Chi compra quella borsa compra un brand.

Il Movimento 5 Stelle è un prodotto creato in laboratorio, offre proposte per tutti, siete NoVAx ? Ecco pronta la pagina social dei NoVax. Siete Pro Vax ? Ecco pronta la vostra pagina sempre creata dalla regia che ha creato la precedente. Una regia che crea mondi diversi a comparti stagni, tante camere dell’eco che non si parlano mai tra loro ma che al momento opportuno vengono attivate con messaggi personalizzati che faranno convergere i loro voti verso un unico partito.

Pensare di contrastare queste metodologie con gli strumenti classici della politica è un suicidio.

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