La strana percezione di insicurezza degli italiani

Le tragedie di questi giorni dovute a calamità naturali devono imporre delle riflessioni sul tema di “insicurezza percepita”. E’ indubbio che l’attuale governo abbia costruito la sua fortuna facendo crescere questa percezione e cavalcandola con risposte di tipo populista che hanno parlato direttamente alla pancia dell’elettorato.

Però la sicurezza non è solo “l’uomo nero” che potrebbe entrare in casa tua, stuprare tua figlia o rubarti il portafogli sull’autobus. La sicurezza è anche quando viaggiamo in auto con la nostra famiglia e gradiremmo non fare un frontale con un giovane avvocato bianco strafatto di coca. La sicurezza è anche vivere in un piccolo comune di montagna o rivierasco e sperare che quando piove non si debba arrampicarsi sul tetto per mettersi in salvo.

I numeri parlano chiaro e non sono soggetti ad interpretazioni, gli omicidi in Italia nel 2016 sono stati 397, i morti per calamità naturali 299, mentre gli incidenti stradali hanno provocato 3283 vittime.

Nonostante questi numeri gli italiani hanno paura a sedersi su un autobus vicino ad uno straniero mentre si sentono al sicuro all’interno della loro casa o in macchina mentre guidano.

La messa in sicurezza del nostro territorio dovrebbe avere una via preferenziale rispetto a tutte le altre tematiche. Non viene attuata perché la politica non si può permettere di fare piani a lungo periodo, il consenso è da sfruttare ora e subito ed al popolo bisogna dare suggestioni sfruttabili oggi e non fra quattro anni quando probabilmente l’attuale classe politica sarà rinnovata.

Non si tratta né di Europa né di mancanza di soldi. Salvini ha detto che per mettere in sicurezza il territorio servono 40 miliardi. Bene questi 40 miliardi ci sono, sono quelli stanziati per il reddito di cittadinanza, 10 miliardi l’anno per 4 anni fanno 40 miliardi. Con tale operazione si potrebbe reperire il personale tra i destinatari del reddito di cittadinanza che invece di ricevere i soldi stando sul divano riceverebbero uno stipendio sicuro per quattro anni fornendo manodopera per tre giorni la settimana. La differenza per l’acquisto dei materiale potrebbe essere reperita dai fondi BEI che ci hanno offerto quasi un miliardo l’anno ad un tasso bassissimo (i soldi rifiutati dal Ministro Costa), e poi ci sono ancora i 3 miliardi stanziati dal governo Renzi proprio per la messa in sicurezza del territorio.

E’ troppo ardito fare una proposta simile ?

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