L’alleanza Lega – M5S siglata a Mosca

Quando un anno fa scrivevo del patto Lega – Movimento 5 Stelle venivo bollato come un visionario russofobo, come colui che vede sempre lo zampino dello Zar di Mosca dietro ogni cosa. Eppure c’erano tutti i presupposti per approfondire una vicenda passata purtroppo sotto traccia nell’informazione italiana.

Ripercorriamo i passaggi, siamo a marzo 2017, Salvini in uno dei suoi tanti viaggi a Mosca sigla ufficialmente un patto politico con Russia Unita, il partito del Presidente Vladimir Putin. Ufficialmente quel patto definito di “cooperazione e collaborazione” prevede unità di intenti su “lotta all’immigrazione clandestina e e fine delle sanzioni contro la Russia. Tessitore di quel patto fu Serghiei Zhelezniak. Presente a quell’incontro Gianluca Savoini, presidente della potente “associazione culturale Lombardia-Russia” e responsabile per il Carroccio dei rapporti con Mosca. Savoini dichiarò “Un accordo di cooperazione su tematiche di comune interesse, quello di Putin è un ‘brand’ che ci fa comodo e noi facciamo comodo a lui per riallacciare i rapporti con i Paesi dell’Unione”. ” Questa intesa avrà una durata di cinque anni e siamo molto contenti di essere tra i primi partiti della cosiddetta Europa occidentale, secondi solo al Partito della Libertà austriaco (Fpö), a stipulare un accordo del genere con il partito di Putin. Non esiste alcun accordo economico tra partiti. L’unico risvolto economicamente positivo, nel caso in cui la Lega e i suoi alleati salgano al governo, è che stabiliremo nuovi rapporti con la Russia. E’ innegabile che vi sia un interesse tra i partiti alleati in Europa come Lega, Front NationalAlternative für Deutschland e molti altri a ristabilire un rapporto con la Russia che si è interrotto dopo la questione ucraina.”

Zheleznyak proviene dal mondo della pubblicità, sempre più influente nel partito di Putin, è stato inserito dall’amministrazione Obama in una blacklist che comprende politici e finanzieri che, per ricchezza o influenza, conducono attività pro Putin all’estero che gli Usa giudicano sospetta, E’ uno dei due uomini,  assieme al capo delle relazioni internazionali, Andrey Klimov, che sta facendo da sponda tra Russia e mondo-M5S

Robert Shlegel, fino al 2016 deputato della Duma e capo dell’Expert Council della Commissione parlamentare per le politiche sull’informazione aveva già incontrato Alessandro Di Battista e Manlio di Stefano nel 2016. Shlegel, in Russia, è noto per essere stato il capo di Nashi, la gioventù putiniana, impegnata nel formare attivisti online pro Putin e fu lui a suggerire alla Commissione centrale del partito di creare un elenco di blog e siti per condurre operazioni di agitazione su Internet. Quando gli fu chiesto quali erano i rapporti con il Movimento 5 Stelle rispose “Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano? Ci hanno fatto in generale un’impressione positiva, quando ci siamo incontrati. Se l’accordo poi è stato formalizzato? Se c’è stata una forma di aiuto, politico o finanziario? Questo deve chiederlo a Zheleznyak”

Il sito di Russia Unita, ha anche pubblicato un comunicato ufficiale in cui si parla di questo incontro e si spiega che è servito per parlare di un “format per una ulteriore cooperazione tra M5S e Russia Unita, esperienza nelle campagne elettorali e agenda internazionale“.

Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano sono i due personaggi individuati nel Movimento 5 Stelle per condurre le trattative con Russia Unita. Il viaggio di Di Stefano a fine giugno a Mosca è cosa nota. Di Battista dopo uno dei suoi numerosi viaggi a Mosca dichiarò: «Abbiamo avuto ottimi incontri, soprattutto su lotta alle sanzioni e terrorismo internazionale. I russi hanno un ottimo apparato di intelligence, hanno esperienza e sono disposti a collaborare. Attraverso i media si alimenta una russofobia crescente per giustificare l’ingresso di nuovi Stati in Europa e nella Nato. Montenegro, Georgia e Ucraina ne sono un esempio»

Russia Today riserva grandi interviste ai cinque stelle. Il network russo viene viralizzato spesso a partire da Tze Tze o altri canali come “L’Antidiplomatico” sito gestito da Di Battista e Achille Lollo, oltre che ovviamente su tutta la rete social.

Grillo a gennaio 2017 aveva dichiarato “Putin è quello che dice le cose più sensate sulla politica estera. L’embargo verso la Russia ci costa sette miliardi di euro l’anno. Siamo a favore della revoca delle sanzioni contro Mosca”

La realtà che forse nessuno vuole vedere è che dietro questa tessitura che dura da anni esiste un progetto geopolitico russo per far collassare dal suo interno l’Unione Europea. Questo progetto ha già ottenuto dei successi come la Brexit e cocenti delusioni come le presidenziali in Francia dove nonostante i pesanti investimenti a favore di Marine Le Pen venne eletto Macron.

L’Italia è stata identificata a Mosca come l’anello debole della struttura europea. La scelta è quella di puntare su due cavalli su tre in gara, Movimento 5 Stelle e centro destra. L’auspicio di Mosca è che il Movimento 5 Stelle sia il primo partito ed ottenga il mandato da Mattarella. In questo caso la Lega di sfilerebbe dall’allenaza con Berlusconi e fornirebbe l’appoggio esterno. Il Ministro degli Esteri scelto da Mosca è Manlio Di Stefano, per gli altri non ci sono particolari esigenze, ma Manlio è una pedina fissa e importante di questa partita. Nel caso di vittoria del cdx la speranza a Mosca è che Salvini ottenga la leadership ed anche in questo caso ci troveremo con un Governo alle quasi dirette dipendenze da Mosca.

Berlusconi è amico di Putin ma non è stupido, sa benissimo che una forte connotazione  politica anti europea danneggerebbe gravemente il suo business. In questa ottica va letta la sua ultima visita a Brusselles a rassicurare il PPE.

Votare Lega o votare M5S non fa oggi molta differenza, sono entrambi eterodiretti da Mosca. Hanno ottenuto in cambio del loro appoggio tutta la logistica ed il Know-How della formidabile arma di disinformazione di massa russa. Per la parte economica non è dato sapere, sarebbe puerile pensare che Mosca bonifichi ai due partiti cifre con la causale “supporto politico”, di certo abbiamo assistito in questi ultimi anni al fiorire di “associazioni culturali italo russe” che si occupano solo di attività politica e che in qualche modo vengono finanziate. In ognuna di queste associazioni vi è sempre nel direttivo un ricco esponente russo o un oligarca che sicuramente non fa mancare il suo apporto finanziario.

L’alleanza Lega – Movimento 5 Stelle è stata siglata molti mesi fa, lontano dall’italia, con buona pace degli elettori dei due schieramenti che credono ancora che votare per uno sia il modo di distinguersi dall’altro. Da questo pericolo l’Italia si deve difendere perchè se è vero che in passato l’amministrazione americana ha influito certamente sulle nostre scelte politiche, è anche vero che gli attuali principi democratici russi non sono neanche lontanamente comparabali a quelli americani. Il 4 e 5 Marzo ci giochiamo una fetta di Diritti e Democrazia conquistati con tanta fatica nel dopoguerra.

Cari elettori leghisti e grillini, non dite poi che siete stati traditi, chiunque non abbia le fette di salame sugli occhi può vederlo già da oggi questo scellerato patto.

Comments

mood_bad
  • No comments yet.
  • chat
    Add a comment
    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: