Possiamo sapere in caso di conflitto dove schiereranno l’Italia Salvini e Di Maio ?

Sembra a molti una domanda banale, abituati come siamo in Italia a considerare la politica estera come la cenerentola della politica. In questi giorni si fa un gran parlare di coalizioni, poltrone, alleanze, veti e ripicche, insulti ed editti bulgari verso i giornalisti, ma là fuori il mondo continua a muoversi e purtroppo non si sta muovendo verso orizzonti tranquilli.

Allora proviamo a dedurre da quanto sostenuto negli ultimi mesi dai due leader che aspirano a diventare Premier, quale sia la loro idea di alleanza geostrategica.

Partiamo da Salvini il quale a gennaio di quest’anno dichiarava “Servono più Trump al mondo” oppure “I miei modelli sono Orban e Trump“. Allo stesso tempo Salvini è legato a filo doppio con Putin ed ha più volte dichiarato che l’Italia dovrebbe uscire dalla NATO per allearsi con la Russia.

Anche sul dittatore siriano Assad Salvini ha le idee abbastanza chiare e non ha mai nascosto le sue simpatie verso il Presidente

Per quanto riguarda Di Maio bisogna analizzare cosa ne pensano Grillo e Casaleggio, perché come è noto il giovane disoccupato campano non ha alcuna libertà di movimento e di pensiero, neanche su piccole questioni interne, figuriamoci su questioni geopolitiche.

Grillo aveva salutato l’elezione di Trump “Trump moderato, c’è bisogno di politici forti come lui e Putin

Anche sul fronte alleanza Atlantica abbiamo letto nel programma 5 Stelle una voglia di sganciamento da quell’alleanza che ci ha tenuto al riparo da tensioni internazionali per più di settanta anni. Si legge infatti sul programma “l’adeguamento dell’Alleanza Atlantica (NATO) al nuovo contesto multilaterale, sostenendo un inquadramento delle sue attività in un’ottica esclusivamente difensiva”. Inoltre il Movimento proporrà al Parlamento italiano “un’agenda per il disimpegno dell’Italia da tutte le missioni militari della NATO in aperto contrasto con la lettera e lo spirito dell’art. 11 della nostra Costituzione”, e renderà il suolo italiano “indisponibile” al deposito e al transito di “armi nucleari, batteriologiche e chimiche nonché per installazioni e addestramenti che ledano la salute degli italiani”.

Per quanto concerne il capitolo Russia sul programma 5 Stelle abbiamo letto  “Il Movimento 5 Stelle lavorerà per il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia e per il rilancio della cooperazione con quello che considera un partner strategico fondamentale”

Su Assad i 5 stelle hanno sempre avuto una politica simile a quella di Salvini (a dire il vero il programma di politica estera è identico, quasi sembra che ai due partiti sia stato scritto da una mano terza), di velato sostegno al regime bollando come fakenews tutto ciò che passa sugli schermi e sui giornali nostrani che mettevano in cattiva luce il despota.

Dunque abbiamo due leader che aspirano a diventare primo Ministro, i quali hanno come modelli Trump e Putin e considerano Assad un alleato. Ad entrambi la NATO non piace molto e sarebbero favorevoli ad un cambio di alleanza optando di accasarsi sotto l’ombrello di Putin.

Ora si da il caso che Trump e Putin per motivi simili potrebbero trovarsi nelle prossime ore come nemici e magari scambiarsi qualche missile.

Purtroppo questa possibilità non appare in questo momento come remota ed è probabile che una prova di forza non scaturisca, come sarebbe normale, dai bombardamenti di Assad sulla sua popolazione, ma piuttosto da esigenze di politica interna ed economica dei due leader mondiali.

Trump ha il grosso problema interno del Russiagate con il Procuratore Muller che si sta avvicinando sempre più. Inoltre a Novembre vi saranno le elezioni di mid term ed i sondaggi ad oggi vedono il Congresso saldamente nelle mani dei democratici.

Una grossa tensione internazionale rinsalderebbe le fila di Trump perché è risaputo che nella mentalità americana quando si è in guerra ci si stringe tutti attorno al Comandante in Capo, chiunque esso sia.

Sul fronte russo i dazi di Trump sull’alluminio hanno colpito duramente gli oligarchi del cerchio magico di Putin, facendogli perdere 12 miliardi di dollari di capitalizzazioni in una sola giornata. In due giorni la borsa russa ha perso quasi il 9% mentre il rublo si è svalutato di circa il 10%. Un vero e proprio terremoto finanziario per un’economia alla canna del gas e con vaste aree del paese in sofferenza, una sofferenza che prima o poi potrebbe sfociare in una rivolta.

Anche a Putin quindi farebbe del tutto comodo uno scontro militare di una certa importanza per ribadire il concetto che mezzo mondo “vuole la distruzione della Russia” e che solo lui può salvare i russi.

La Russia da alcune settimane da segni inequivocabili di “cercare” uno scontro militare con l’occidente, scontro che sarebbe poi solo la logica conseguenza della prima fase di guerra ibrida fatta di tanta disinformazione. Già sul caso Skrypal coloro che da subito hanno alzato il livello di scontro sono stati i diplomatici russi i quali dalle Ambasciate di mezzo mondo twittavano contro il Regno Unito. Ieri sera i Jet russi “buzzavano” la nave americana al largo delle coste siriane proprio mentre i leader mondiali erano riuniti all’ONU per trovare una via diplomatica che si sta rivelando sempre più stretta.

In questo quadro internazionale con la concreta possibilità dello scoppio di un conflitto di grandi dimensioni tra superpotenze, la stampa italiana si concentra sulle telefonate tra Di Maio e Salvini romanzandole o sul loro abbigliamento. Tutti a chiedersi come mai il PD non voglia suicidarsi politicamente ma nessuno che abbia fatto una semplice domanda ai due contendenti “Se il conflitto in Siria si allarga, dove fareste stare voi l’Italia ? Saremo ancora alleati degli USA o cambieremo alleanza a favore di Putin e Assad?

Capisco che è un argomento banale ma ogni tanto bisogna anche rilassarsi un pò.

 

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