Salvini e l’inganno sulle sanzioni russe. Siamo sicuri che il possibile premier non sia controllato da poteri stranieri ?

La Lega di Matteo Salvini ha sia prima delle elezioni che dopo, messo in primo piano temi della politica estera russa a discapito di tematiche italiane e risoluzioni a problemi che affliggono gli italiani, tanto che spesso si dice che Salvini parla come Ministro degli Esteri russo e non come candidato premier al governo italiano. All’indomani delle elezioni del 4 marzo in Russia negli ambienti di oligarchi e potere putiniano si era festeggiato per a vittoria di Salvini.

La scusa come sempre sono le sanzioni alla Russia, fake oramai più volte confutato specie sulle cifre, ma perviacemente replicato e riproposto dalla dirigenza leghista. Salvini tempo fa sosteneva che le sanzioni costavano all’Italia sino a 4 miliardi l’anno, mentre ora sembra essere sceso a 1 miliardo. Le cifre reali si aggirano invece sui 150 milioni di euro l’anno. Un anno fa stopfake si era occupato di tutte le fake di matrice salviniana relative alle sanzioni. Nell’articolo tutti i dati confutati.

A dicembre 2017 l’ex segretario della NATO Rasmussens , sosteneva che Putin voleva utilizzare l’Italia per dividere l’Unione e abbattere le sanzioni

Due giorni fa la Casa Bianca si rivolgeva al futuro governo: “Non togliete le sanzioni a Mosca” tramite Volker, inviato dell’amministrazione Trump in Ucraina il quale aveva dichiarato “La Lega sbaglia, le misure europee vanno casomai rafforzate”

Ieri Fontana, vicesegretario leghista è tornato sull’argomento sanzioni a Mosca da abolire ed ha anche commentato le dichiarazioni di Volker,  “Volker sembra l’inviato di Obama, non di Trump”

Alla domanda L’accusa è: la Russia non ha rispettato gli accordi di Minsk. Non pensa che occorra ristabilire la sovranità dell’Ucraina il Vicesegretario leghista ha risposto :

«Bisognerebbe dire bene come stanno le cose. Sappiamo che in Ucraina c’è stato un mezzo colpo di stato in un territorio con forte presenza russa. Se ci fosse un referendum vorrei vedere come andrebbe a finire. È necessario invece un tavolo di concertazione diplomatica per una riappacificazione. Da questo punto di vista la stretta di mano a Pratica di Mare è stato il punto più alto del governo Berlusconi. Poi se vogliamo dirla tutta, in questa vicenda ci sono interessi economici legati al gas russo. Anche noi siamo d’accordo che non deve essere l’unica fonte di approvvigionamento energetico dell’Europa, ma non si può far finta che il contrasto sia solo una questione politica o di diritti umani». 

riproponendo di fatto le parole chiave della propaganda russa, in particolare quella del colpo di stato.

Stopfake aveva chiesto nel mese di marzo 2018 al Presidente della Coldiretti con una lettera aperta di argomentare le sue dichiarazioni sulle sanzioni, argomentazioni che avevamo puntualmente confutato. La lettera era stata recapitata anche direttamente al Presidente ed alla sua associazione. A distanza di oltre un mese non abbiamo ottenuto alcuna risposta.

Una cosa che andrebbe anche sottolineata (e che nessuno mai propone) è il danno economico e di immagine che l’Italia potrebbe avere dovuto al fatto di supportare regimi illiberali come quello russo e quello siriano di Assad.

A questa ondata di disinformazione ha voluto rispondere l’ambasciatore d’Ucraina in Italia Yevhen Perelygin :

Assistiamo in questi giorni del proseguire della discussione sulle perdite del business italiano a causa delle sanzioni contro la Russia. Si fanno gli equilibrismi con delle cifre prive di ogni fondamento economico. Le cifre quanto meno realistiche ormai sentiamo persino dal Vicepresidente della Camera dei Deputati, che invece dovrebbe rappresentare i più alti standard di autorevolezza, imparzialità e responsabilità istituzionale.

Ciò premesso vorrei ribadire il mio concetto, espresso più volte, di dare a tale discussione un rigore scientifico operando con le cifre e l’informazione imparziale pubblicata dalle istituzioni cosi rispettevoli come l’Istat, la Banca d’Italia, l’Eurostat, il Centro internazionale del commercio ecc.

Se mettiamo da parte il discorso populistico osserviamo che le sanzioni introdotte dall’Ue riguardano solo un numero limitato di azioni nei settori militare-industriale, energetico e di tecnologia e merci di doppio uso, cioè esclusivamente quello che dovrebbe fermare l’aggressione armata della Russia contro l’Ucraina, nonché il tentativo del Cremlino di annettere di una parte del territorio dell’Ucraina – un paese sovrano e indipendente.

Queste sanzioni non hanno colpito in nessun modo i produttori del settore agroalimentare o della moda, o dell’industria più in generale.

Le perdite subite dalle imprese italiane sono dovute alle cosiddette “controsanzioni”, introdotte proprio dalla Russia. Queste controsanzioni russe sono una risposta insensata da parte del Cremlino che ha danneggiato l’export italiano nel settore agro-alimentare, come carne, pollame, legumi, frutta, formaggi e salumi.

Se guardiamo le figure dell’export italiano di questi prodotti vediamo che tali perdite sono assolutamente non percepibili dall’economia italiana, in particolare, tenendo in considerazione la crescita eccezionale delle esportazioni italiane verso i paesi esteri. Questa stima è anche confermata da parte dell’Ice la quale, nel rapporto annuale del 2016, accerta che “considerando specificamente i prodotti italiani colpiti dall’embargo russo, la flessione delle loro esportazioni complessive ammonta a circa 151 milioni di euro nel biennio 2014-15”. Quindi, da qui si vede perfettamente un’influenza irrisoria di questa cifra sul totale dell’export italiano verso la Russia che ammontava più di 16 miliardi di euro nello stesso periodo.

Quindi, di quali problemi nel commercio con la Russia parliamo se, solo nell’anno scorso, l’export italiano nella Russia è salito del 19,3%. Il principale fattore che ha causato una significativa riduzione dei flussi commerciali nella Federazione Russa è stato il crollo dei prezzi mondiali sul petrolio che per un paese dipendente dall’export ha causato un drastico calo della capacità di acquisto della popolazione russa e una significativa svalutazione del rublo. I proclami a togliere le sanzioni senza che i militari russi smettano di uccidere gli ucraini, si ritirino dalle zone dell’Est Ucraino e liberino la Crimea non costituiscono, quindi, un motivo prettamente economico ma, piuttosto, una legittimazione della politica criminale del Cremlino!

Conseguentemente, il mio augurio sarebbe che tale discussione esca fuori dalla cornice populista, ispirata dai propagandisti del Cremlino, per lasciar posto ad un dialogo serio ed imparziale. Smettiamo di cercare di impaurire gli imprenditori e la società civile italiana con delle favole sull’effetto delle sanzioni, instauriamo una discussione responsabile sui rapporti dentro il triangolo Ucraina-Italia-Ue nel commercio globale con i grandi protagonisti dell’economia mondiale come gli Stati Uniti, Cina, America Latina, paesi dell’Asia e dell’Africa.

Di fronte alle sfide comuni lanciate della politica del protezionismo condotta dai diversi leader mondiali dobbiamo evitare di sprecare il tempo per le discussioni create ad arte concentrandoci invece sul rafforzamento della collaborazione tra i nostri Paesi!

E’ chiaro che anche in questo caso saranno in pochi a rendersi conto del gioco condotto da Salvini, viviamo in una epoca di post verità dove la prima vittima è proprio la verità. Le persone comuni preferiscono credere aprioristicamente ai loro leader, qualsiasi cosa dicano o scrivano. Il caso del programma del Movimento 5 Stelle modificato in parti essenziali dopo il voto e pubblicato online una volta taroccato ne è un esempio. Quasi a nessuno interessa verificare l’operato del proprio politico di riferimento, l’importante è che questi diffondano messaggi semplici e di impatto. Non si tratta di essere elitari ma di volere bene a se stessi, dovrebbe essere consuetudine allontanare da noi chi tenta di ingannarci raccontandoci cose false, basterebbe pensare se il vostro partner vi raccontasse bugie ogni giorno, continuereste a stare con lui ?

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